Il lungo sonno: il nuovo libro di Andreina Moretti è un viaggio oltre il silenzio del cuore

“Un matrimonio. Un terribile incidente. Il tempo si ferma senza arrestarsi. Aurora vive per sei mesi nella terra di mezzo del coma. Intorno a lei, inconsapevole muta testimone, s’intrecciano i destini di molte vite. Durante il coma, dove le anime inquiete si ritrovano, incontra il padre, che le indicherà la strada per il ritorno alla vita. Si risveglia Aurora, ma non ricorda più nulla. Solo rivedendo il suo promesso sposo ritroverà la memoria del cuore e pian piano…”

Questo è ciò che scrive Andreina Moretti nella sinossi del suo ultimo romanzo “Il lungo sonno”. Il manoscritto è indubbiamente tutto questo, ma anche altro. Molto altro.

Il percorso che Aurora, la giovane protagonista, fa durante il coma, durante un sonno non sonno, è il percorso che molti di noi fanno in una vita non vita. La penna di Andreina Moretti è guidata come sempre dal cuore. Tutti i personaggi “Morettiani” sono mossi dal cuore. Un cuore che a volte sembra fermarsi, come in questo ultimo romanzo, dove “si ferma” per dar voce al silenzio. Quel silenzio che molti fuggono, di cui hanno paura, come Ivan e Cristian, fratelli che la vita ha separato troppo presto e per troppi anni. Silenzi che a lungo andare diventano voragini che risucchiano.

O i silenzi che ci aiutano a riempire i vuoti, come quello lasciato dal giovane Arturo nella vita della sua Perla e della loro figlia Aurora. L’apparente silenzio di Dio, che ci lascia il tempo e liberi di credere o no.

Il silenzio, cercato, voluto nel frastuono del cuore e dell’anima.  Anche loro hanno bisogno di riposo. Il silenzio cercato dopo il caos di scelte sbagliate, obbligate. Dopo le parole taciute per dovere o errore… Aurora ne sa qualcosa.

Il silenzio per dar vita a nuove parole. “Il lungo sonno” è questo…e altro. Molto altro.

Il lungo sonno a cui l’autrice “costringe” Auora fa paura, è vero, soprattutto perché mette la giovane protagonista, ma anche gli altri attori, davanti ai propri fantasmi. Ma una luce alla fine del tunnel c’è sempre e, come ci dice Andreina Moretti, basta seguire in silenzio il cuore.

«La mia prima reazione di fronte alla richiesta di Andreina di scrivere la prefazione al suo libro è stata di enorme incredulità. Le ho immediatamente suggerito di demandare questo compito a qualcuno di più autorevole, per poter garantire al libro un valore aggiunto. Mi sbagliavo. Non avevo minimamente fatto i conti con l’autrice. Andreina Moretti rincorre, descrive ed abbraccia un unico, imprescindibile valore aggiunto: l’umanità. Non le sono mai interessati i titoli di alcun genere…», questo è quello che scrive Monica Evangelista nella prefazione de “Il lungo sonno”. Non si può parlare, pensare, leggere di Andreina Moretti lasciando da parte il cuore, altrimenti nel silenzio sentireste un gran fracasso.

 

A cura di Paola Gallese

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