A spasso nell’antica Roma con Andrea Verrocchio

Entrate in una libreria per farvi un regalo, ma non avete ancora in mente né un titolo, né un autore. Cosa attira la vostra attenzione nella scelta: il titolo, la copertina, la trama o perché conoscete l’autore? A me questa volta, lo confesso, ha attirato la giovane età dell’autore. Giovanissima direi. Andrea Verrocchio classe 2007. Si avete letto bene. In un primo momento la meraviglia nel leggere i post del suo editore, Alessio Masciulli, che pubblicizzava l’entrata nella sua scuderia del giovane autore, è stata davvero tanta.

“Le Idi di Marzo”, prefazione a cura di Luca Pompei, noto giornalista di Rete 8 nonché autore della Masciulli Edizione. A questo punto alla meraviglia si unisce una certa curiosità.

Ma: conosci la casa editrice, sai che è sinonimo di serietà e decidi di prendere il libro.

Beh, già dalle prime pagine comprendi e condividi la scelta dell’editore. La meraviglia e la curiosità lasciano spazio al piacere della lettura. Di colpo Andrea ti catapulta nell’antica Roma, grazie al suo stile di scrittura che va al di là di una mera data anagrafica. Uno stile semplice, scorrevole. Decisamente piacevole. Andrea è appassionato di storia, nell’antica Roma si “sente a casa sua” e, da bravo ospite, mette noi amici a proprio agio. Lo fa da “storico”, ma soprattutto da 13enne e lo fa davvero bene. Descrive personaggi e ambienti con dovizia di particolari. Come i suoi colleghi più affermati.

Così ti ritrovi a banchettare con Cesare, visitare in gran silenzio le stanze del palazzo, partecipare alle riunioni per organizzare un piano d’azione, solcare i mari… e arrivi alla fine del romanzo. Scendi dalla biga, chiudi il libro e trovi Andrea che ti saluta con una foto. Sorride. Solo allora ti ricordi che l’autore ha 13 anni.

 

A cura di Paola Gallese

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