Gli artigiani: il valore aggiunto d’un territorio

Da molti anni ho la fortuna di vivere in un piccolo centro, pochi abitanti ma tanta storia alle spalle, a pochi minuti di macchina (fortuna o sfortuna, dipende dai casi e soprattutto dai punti di vista) da un grande centro urbano.

Uno di quei paesi che quando entri nello studio del medico e chiedi “Chi è l’ultimo?” si guardano tra di loro, indicano il malcapitato, poi ti squadrano da capo a piedi e chiedono “nta cunusc, di chi si lu figl?”. Uno di quei paesini dove la gente fa ancora due passi a piedi per andare al negozietto a fare la spesa e quando ti incontra per strada ti dà il buongiorno: perché il saluto non si nega a nessuno, neanche ad una forestiera!

Io ero forestiera, di certo non arrivavo da una metropoli, ma ero comunque forestiera. Non è stato facile inserirmi nel tessuto sociale, ma piano piano, nel rispetto del territorio e dei suoi abitanti, posso dire, oggi, di avere il piacere di conoscerli, con i loro pregi e difetti. Perché nessuno (ma proprio nessuno) è perfetto.

Il loro maggior difetto?! Non avere la consapevolezza delle risorse che il territorio offre e, di conseguenza, di non dargli il giusto valore.

Questo difetto lo si riscontra soprattutto nei giovani che, a volte perché abituati a vivere queste ricchezze come parte del quotidiano, altre perché spinti dalle proprie famiglie a fare “nuove esperienze”, contribuiscono al tramonto di ciò che in passato è stato l’alba del loro paese.

Una forestiera, una “cittadina” attenta, invece, nota subito queste ricchezze, un vero valore aggiunto. E di questo valore aggiunto il mio paesino ne ha davvero tanto: l’Artigianato.

Ho avuto modo, nel corso degli anni, di confrontarmi con molti artigiani del posto: fabbri, vetrai, falegnami… ma la mia attenzione è stata catturata in particolare (senza nulla togliere agli altri) da alcune mamme con l’hobby della sartoria. Si, perché, prima di essere abilissime artigiane, sono delle Mamme. Quattro DONNE fantastiche: Luciana, Livia, Marilena e Sandra. Le nostre Maestre.

Perché Maestre? Da anni, in collaborazione con l’amministrazione comunale, queste Artigiane portano avanti un corso di sartoria. Aperto a tutti. Così tra risate, spillini che spariscono, pause caffè che “va bene oggi offri tu, ma la prossima volta io e porto anche un dolce”, lavori non portati a termine dalle allieve e che immancabilmente le nostre Mamme/Maestre terminano al posto loro “dammi qua, senno tu quando te lo metti?!”, quelle due ore a settimana (di volontariato) diventano un vero fiore all’occhiello del paese. Apprezzato anche da quei tanti che, non riuscendo a partecipare, contribuiscono volentieri donando stoffe e materiale da merceria che altrimenti rimarrebbe nel cassetto o, ancor peggio, andrebbero buttati.

Nel corso degli anni ha visto alternarsi partecipanti di tutte le età, incluse giovanissime   studentesse delle superiori che, per realizzare i propri sogni nel cassetto, come accade spesso, hanno poi, preso altre strade.

Sicuramente all’inizio molte di loro sono state attirate dalla novità dell’iniziativa e dal fatto che fosse gratuita, ma a distanza di anni il corso è ancora lì, merito delle Maestre e della loro capacità di trasmettere l’amore verso il proprio mestiere.

In molti, sia dei comuni limitrofi che fuori regione, hanno manifestato interesse per tale iniziativa, così come le molte donne straniere residenti da anni nel comune hanno manifestato la volontà di imparare una delle arti che ha fatto grande l’Italia e in cui siamo Maestri nel mondo.

E, se grazie all’arte della “piccola sartoria”, da molti sottovalutata ma preziosissima, culture diverse si mettessero a confronto… beh, non sarebbe male!

In fondo sognare, sperare non costa nulla.

Sono certa che basterebbe dedicare un po’ del nostro tempo, prenderci una piccola pausa dalle nostre corse quotidiane per renderci conto che il territorio nazionale è ricco di queste piccole gemme ed ognuno di noi dovrebbe fare la sua parte per valorizzare e sostenere con maggior convinzione tali iniziative.

L’Artigianato è il valore aggiunto di una popolazione. Motivo di orgoglio per il nostro paese. E allora, grazie alle amministrazioni comunali che si mettono davvero, come nel mio paese, a disposizione dei cittadini, grazie ai nostri artigiani e GRAZIE alle nostre quattro Mamme/Maestre: Luciana, Livia, Marilena e Sandra.

 

A cura di Paola Gallese

 

Foto di copertina: Pxhere.com

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