Borgo sud, ricordo indelebile di una presentazione fuori dagli schemi

Quando il piccolo (non in senso dispregiativo) centro abitato fa la differenza.

Sabato 5 marzo ore 18, Teatro Comunale Luigi De Deo di Loreto Aprutino: ad un anno dalla sua uscita in libreria, finalmente e con le dovute norme anti-covid, si è tenuta la presentazione di “Borgo Sud”, ultimo nato in casa Di Pietrantonio, autrice del celebre o, come più semplicemente afferma lei stessa, fortunato “L’Arminuta”. Sala piena. Sembrerebbe scontato, invece no, non in un momento storico in cui anche la pandemia è passata in secondo piano (guerra Russia-Ucraina), nulla è scontato.

La stessa autrice confessa il suo imbarazzo nell’essere su quel palco e ringrazia il pubblico intervenuto, ma soprattutto gli organizzatori, perché, senza voler fare polemica, ci spiega che, per lei, l’auditorium pieno è una forma di democrazia.

In platea si respira un’aria diversa dai soliti eventi, aria di famiglia, di accoglienza, d’intimità. Molti, tra il pubblico, sono amici di vecchia data dell’autrice ma ciò che fa davvero la differenza è chi l’affianca sul palco: Michele Picioccio. Michele e Donatella (perdonatemi la licenza) si conoscono da anni tant’è che di tanto in tanto i ruoli si invertono ed è l’autrice a presentarci chi la sta presentando: Michele Picioccio poeta e medievalista. Infatti quest’ aria di famiglia si respira soprattutto nel dialogo tra i due attori, che catturano l’attenzione e l’interesse del pubblico come pochi sanno fare. Non le solite domande, belle ed intime le risposte. È la stessa Di Pietrantonio a far notare la cosa. Anche perché, ci svela, che a differenza di quella che di solito è la prassi, le domande non sono state concordate.

Bene, ora la parola passa al pubblico. Domande da fare? Qualche curiosità? Come spesso accade in sala cala il silenzio, assordante, a volte imbarazzante. Ma finalmente il ghiaccio è rotto da quelle che sono per lo più considerazioni sulla chiacchierata tra Michele e Donatella. Ad ogni considerazione, ad ogni pensiero aggiunto dalla platea, l’autrice ci racconta un po’ di sé e del dietro le quinte della nascita del romanzo. L’evento termina ma la platea rimane lì. L’autrice si rivolge al pubblico con un semplice ciao. Il pubblico educatamente risponde ma sottovoce, quasi a dire “perché dobbiamo andare?!” Perché è tardi e “bisogna” salutarsi… il tempo è volato!

Donatella Di Pietrantonio una donna straordinaria, Michele Picioccio un dialogatore come pochi (unico) e non dimentichiamo chi ha reso possibile tutto ciò, gli organizzatori: organizzazione a cura dell’Associazione Culturale Lauretana e Teatro del Paradosso in collaborazione con Alberi di Maggio, Fante di Cuori, La Compagnia dei Vetturali, Barabba Sound, Comitato centro storico,Libreria Tibo.

 

A cura di Paola Gallese

Foto di Maria Orlandi

 

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