I mille talenti di Andreina Moretti

Seguo Andreina da anni, o meglio: ci provo. Scrittrice pluripremiata, da qualche anno impegnata nel sociale. Difficile “racchiudere” Andreina Moretti in una definizione.

Ciao Andreina ci conosciamo da anni e ad AbruzzoinArte sei di casa: premi, nuove uscite letterari, teatro, iniziative culturali e sociali. Sei molto attiva e seguita anche sui social, ma vorrei iniziare questa chiacchierata parlando un po’ di Andreina, della tua storia personale, che non è stata sempre tutta “rose e fiori”. Ti va di raccontarci qualcosa?

Sono diventata la donna che sono proprio grazie ad una vita non facile. Le difficoltà mi hanno fortificata. Sperimentare sulla propria pelle esperienze dolorose, cambia l’ottica e la visuale con cui si affronta la vita. La scrittura per me è stata terapeutica: consideriamo di vivere in un luogo chiuso di cui si è prigionieri, ci si abitua alla penombra e ai limiti imposti senza reagire. La scrittura è stata la chiave che ha aperto la serratura della mia gabbia.

La scrittura ti ha aiutata, ma non ti sei fermata lì. Prima la poesia, poi i romanzi ed infine il teatro: sceneggiatrice e regista. Tutto molto impegnativo. Da qualche tempo sei la presidente dell’associazione “Il Guscio”. So che ci tieni (tenete) molto. Cosa ha dato il via a questo progetto? Di cosa vi occupate?

Scrivo poesie, racconti e romanzi, vite travagliate, difficili, problematiche, di ingiustizie sociali…è un modo per dare voce agli “invisibili”, è stata sempre la mia volontà quella di essere al fianco dei bisognosi, degli ultimi, dei dimenticati. L’associazione Il Guscio di cui sono la presidente, nasce dal mio penultimo romanzo “Nel guscio della noce” che narra la storia di una violenza. Dopo aver fondato l’associazione hanno aderito tantissime persone, tra cui tu, per appoggiarmi in questa avventura. Ci occupiamo di contrastare qualunque forma di violenza e non ci accontentiamo, programmiamo tanti eventi, corsi, seminari per essere parte attiva e viva.

Al progetto è legato un concorso letterario: “Il silenzio uccide”. Siete alla seconda edizione e, da quello che ho letto sui social, la giuria avrà un bel da fare. Vuol dire che l’associazione è seguita. Una grande responsabilità, ma anche una bella soddisfazione.

L’associazione Il Guscio ha indetto un concorso letterario “Il silenzio uccide” che ha avuto un impatto e un riscontro importante con il pubblico. Quest’anno avremo la seconda edizione, stanno giungendo opere da tutta l’Italia, ed è una soddisfazione vedere come le persone si mettono in gioco raccontando storie private.

Nella tua famiglia, oltre te, ci sono altri artisti: tuo marito Nisito e tuo figlio Matteo sono artigiani del vetro e tua figlia Anastasia, Miss Abruzzo 2020, è un’affermata modella e fotomodella, ma non è finita qui…vero?

Nella mia famiglia ci sono molti artisti, oltre mio marito e mio figlio, due artigiani del vetro, Anastasia è una modella, fotomodella, Miss Abruzzo 2020, c’è Benedetta abile nel creare oggettistica in fimo ed è una brava personal trainer, Monica è una modellista cad, Noemi sta per avviare un museo di fossili insieme al fidanzato erpetologo, Angelica ancora non trova la sua dimensione ma sono certa che anche lei avrà la sua arte da seguire…

In conclusione di questa nostra chiacchierata torniamo a parlare di libri. È uscito da poco il tuo ultimo romanzo, “Sono nata sirena” e ci piace salutarti facendoti un grande in bocca al lupo, certa che sarà, anche questo, un successo annunciato.

Il mio ultimo romanzo “Sono nata sirena” è un’immersione nella nostra terra e nelle nostre tradizioni, un libro ricco di modi di dire, di usanze tramandate di padre in figlio, di superstizioni e della buona cucina che è veramente un arte, a tal proposito dico che nella cartina geografica dell’Italia, l’Abruzzo dovrebbe essere rappresentata da una tavola imbandita, dove tutto si cura, si lenisce e si mitica con una buona pietanza cucinata con cura…la mamma abruzzese è unica nel suo genere e io l’ho raccontata in tutta la sua magnificenza. Auguro buona lettura a tutti.

Grazie Paola per tutto quello che fai.

 

A cura di Paola Gallese

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