La sera di domenica 24 luglio a Carrara le foto del progetto “Luoghi dis-occupati” del fotografo Giuliano del Moretto accompagneranno la presentazione del romanzo “L’amore è una danza” della scrittrice e giornalista Maria Orlandi.
Un evento organizzato da Animosi per la cultura, che offre insieme due sguardi diversi sul mondo: il primo indaga e recupera il ricordo di luoghi abbandonati e dimenticati, ma che negli scatti di Giuliano Del Moretto ritrovano dignità e potere evocativo; il secondo apre una finestra sui turbamenti dell’animo e dei sentimenti con delicate sfumature rosa.
Il progetto fotografico, nato qualche anno fa, è legato alla ricerca di posti ed edifici abbandonati, lasciati al proprio destino: abitazioni civili, edifici industriali, paesi, ville, dimore storiche.
«Le fotografie sono il risultato di una lunga documentazione, ricerca e perlustrazione di luoghi dismessi, interessanti dal punto di vista fotografico – spiega il fotografo Giuliano Del Moretto –. Questo, mi ha portato a scoprire luoghi e realtà che non avrei mai considerato e che neanche avrei potuto pensare potessero esistere. In questo mio percorso, ho appreso che esistono molti, troppi luoghi abbandonati a se stessi e, contrariamente a quello che si possa credere, non solo edifici industriali dismessi o normali abitazioni civili, ma interi paesi, dimore ed edifici storici di particolare pregio che, inspiegabilmente, sono dimenticati e lasciati a disgregarsi al trascorrere del tempo. Mi sono concentrato principalmente sugli interni degli edifici rispetto agli esterni. Nella parte interna, si presenta una densa trama di luci, ombre e penombre che si alternano e si intersecano stagliandosi su superfici decadenti».
Il romanzo “L’amore è una danza” racconta con ironia un amore passionale e difficile, ma riflette anche sull’amicizia, il sentimento di inadeguatezza che spesso nascondiamo nel segreto del nostro cuore e le relazioni familiari. Al centro della storia troviamo i due protagonisti: Christine e Jordan, opposti e inevitabilmente attratti l’una dall’altro.
«Ho amato e amo moltissimo Jordan e Christine – racconta la scrittrice Maria Orlandi -. La nascita della loro storia mi ha fatto compagnia in un momento in cui tutti noi eravamo costretti ad una realtà limitata, al sicuro dal coronavirus. Ho immaginato il loro amore muoversi tra le strade di una splendida Boston ed è stata una bellissima esperienza visitare quei luoghi quest’anno, all’inizio di luglio. Spero che l’ironia di Christine e la passionalità di Jordan vi conquistino e vi regalino un piacevole sogno, ma anche la possibilità di riflettere sulle dinamiche che spesso caratterizzano le nostre relazioni amicali, familiari, lavorative e amorose. Perché siamo tutti un po’ Jordan e Christine: insicuri e spavaldi, innamorati e gelosi, coraggiosi e timorosi, in attesa che qualcuno o qualcosa ci spinga fuori dalla nostra comfort zone per crescere e aprirci alla vita».