Intervista a Julia A. Carter…un’autrice dolcemente complicata

Ciao Julia, so che sei molto impegnata quindi ti ringrazio sin da ora per il tempo che ci dedichi. Iniziamo questa chiacchierata “senza veli” con una domanda semplice semplice.

 

I tuoi manoscritti sono firmati con uno pseudonimo. Perché? Perché inglese visto che sei italiana?

Ciao a tutti, grazie per questa opportunità. Non ho mai partecipato ad una intervista “Senza Veli” per me è la prima volta, spero di non deludere le aspettative.

La scelta di utilizzare uno pseudonimo, inizialmente, è stata dettata dalla mia insicurezza. All’epoca avevo paura di essere giudicata per aver scritto un romanzo erotico, quindi ho pensato ad un nome che il lettore potesse apprezzare più del mio. Adesso la paura è svanita, come tutte le insicurezze iniziali, mi piace ciò che ho creato e ne sono pienamente orgogliosa, ma rifarei ugualmente la scelta iniziale perché mi piace avere modo di distinguere la mia vita privata da quella pubblica.

 

Altra domanda semplice, ma di rito: cosa ti ha avvicinato alla scrittura?

A differenza di molti colleghi che hanno scoperto la scrittura sin da piccoli, per me è arrivata in tarda età. È bastata una semplice scommessa per avvicinarmi a questo meraviglioso mondo. Ho iniziato a scrivere il mio primo racconto sulla piattaforma Wattpad, per gioco, con il semplice intento di vincere quel guanto di sfida lanciato e permettere a me stessa di cimentarmi in qualcosa di nuovo. È stato proprio attraverso questa piattaforma che ho conosciuto diverse colleghe, tra cui l’autrice Kathleen Juls. L’incontro con lei ha determinato tutto il mio percorso fino a oggi. Grazie a lei ho imparato molto, sono cresciuta professionalmente e sono riuscita a pubblicare A Complicated Girl. Lei, oltre ad essere una tra le mie più care amiche, è anche la mia editor e colei che cura con meticolosità tutti i miei testi. Senza la sua presenza non esisterebbe Julia A. Carter.

 

Bene, ora togliamoci i veli! Genere erotico. Una scelta coraggiosa. Come mai?

Non la considero una scelta coraggiosa, da che ho memoria la letteratura erotica è sempre esistita. Ti basti pensare che il primo romanzo erotico che ho letto in adolescenza è stato l’Amante di lady Chatterley, poi Il delta di venere della Nin, L’amante di Marguerite Duras e solo per citarne alcuni, anche se il mio preferito in assoluto è Histoire d’O, un romanzo che esplora le dinamiche del rapporto erotico di dominio e sottomissione. Partendo proprio da quest’ultimo argomento è iniziata la mia avventura. Avevo appena finito di leggere la Trilogia delle Cinquanta Sfumature di E L. James con delle amiche e mi è stato chiesto cosa ne pensassi visto il successo del momento, quando mi sono permessa di rilasciare delle considerazioni non molto positive mi è stata lanciata una sfida: scrivere un libro che potesse trattare lo stesso argomento, che potesse stupire, sconvolgere ed essere originale. Praticamente l’impossibile. Adoro le sfide e nonostante la consapevolezza di dover partire completamente da zero, ho accettato. L’idea di scrivere un testo di letteratura erotica, rendere complessa la trama, trascinare il lettore nell’oscurità della mente, riuscire a trasportarlo fuori dalle mura domestiche mi ha da subito affascinato. Volevo provare a fare qualcosa che non avevo mai fatto, ma che forse avevo inconsciamente sempre desiderato. Quando ho iniziato a scrivere ho scoperto che mi piaceva, mi dava gioia. Soprattutto mi aiutava a distrarmi dai problemi familiari che stavo affrontando in quel periodo. Per quel che mi riguarda è stato un ottimo antidepressivo. Avevo bisogno di fare qualcosa che mi piacesse davvero, qualcosa solo per me. 

 

In genere gli autori scrivono di ciò che gli è più prossimo, che conoscono meglio. L’erotismo è il tuo mondo?

La scrittura mi permette non solo di esprimere ciò che ho dentro, ma anche di conoscere me stessa attraverso di essa. Con questo non sto dicendo che i miei racconti sono autobiografici, assolutamente no; la maggior parte delle cose di cui scrivo non mi appartengono direttamente o almeno non le ho vissute così come sono descritte. D’altra parte, però, mi legano profondamente ai miei protagonisti perché con loro condivido lo stato psico emotivo.

 

Ho letto con piacere i tuoi ultimi manoscritti (A Complicated Girl e I Will Remember Forever), sai bene che non è il mio genere (lo so, non ci crederà nessuno), ma devo dire che il tuo stile, la tua scrittura sono davvero accattivanti. Sai anche che l’ho proposto ad alcuni conoscenti, non senza qualche reticenza da parte loro (detto tra noi, l’hanno apprezzato talmente tanto da chiedermi di nuove uscite). Qual è la reazione del pubblico quando capisce che sei un’autrice erotica?

Non finirò mai di ringraziarti per la tua gentile disponibilità nel consigliare i miei scritti alle tue conoscenze. Ricordo che rimasi stupita da così tanto entusiasmo, ci eravamo appena conosciute ed ero alla mia prima esperienza come scrittrice, la mia riconoscenza per avermi fatto sentire importante in quel periodo sappi che è immensa. La mia esperienza con il pubblico sin dall’inizio è stata ottima, non ho avuto nessuna reticenza, forse perché ho deliberatamente evitato chi non avrebbe gradito questo genere.

 

Proporre il tuo manoscritto e sentirmi dire “se l’ha scritto l’ha provato…autobiografico…” è un rito quasi scontato, cosa che non avviene se un autore scrive di un viaggio, un dolore, un amore. È successo anche a te?

Inizio facendo una breve premessa: il genere Erotico fa parte delle sfumature dei romanzi rosa, e ciò che accomuna tutti i generi è l’amore. Sono del parere che il sesso e l’amore siano spesso in correlazione tra di loro e spesso coesistono. Nonostante ciò, confesso che qualcuno si è sbilanciato al punto di farmi questa domanda, ma è bastato spiegare che esiste per uno scrittore un asso nella manica, chiamato fantasia. Quella che permette di arrivare anche dove l’immaginabile trova difficoltà. Non sempre ciò che si scrive o si mette nero su bianco proviene da un vissuto, e la fantasia ci aiuta a far credere al lettore il contrario rendendolo realistico. Questo genere, inoltre, permette di pensarlo, perché, chi non ha mai letto un romanzo erotico tende a trattare una scena ben descritta come un qualcosa di vissuto davvero, a volte accostandola quasi al porno. L’erotismo invece, nelle sue sfumature, è un atto più mentale che fisico, ha una forte componente psicologica ed emotiva che interessa di più i sensi. La pornografia è invece puramente un atto fisico, interessa il corpo e non la mente.  Ho voluto dare questa breve spiegazione perché spesso mi è stato chiesto: è vero che hai scritto un porno? La mia risposta? Leggimi e poi giudica.

 

Nel descrivere le scene di sesso ti sei data comunque un limite o hai dato libero sfogo alle fantasie?

Parlare di fantasia in questo contesto sembra riduttivo. Diciamo che ha un valore aggiunto, ma quando si scrive una scena erotica si deve tener conto di tanti fattori: in primis deve essere funzionale alla storia, inerente al carattere dei personaggi, deve essere chiara e fluida, capace di trasportare il lettore nel pieno del momento. Si cerca di non stonare a livello stilistico e lessicale con il resto della narrazione quindi richiede studio e attenzione.

 

La scelta di scrivere genere erotico non credo sia stata facile, hai avuto conseguenza nella tua vita pubblica o privata? Hai qualche sassolino nella scarpa da toglierti?

Per nulla difficile, ho scelto io di scrivere questo genere. E sin dall’inizio ho coinvolto i miei cari che, insieme alle mie amiche, sono stati i primi lettori. Senza dubbio ne rimasero sorpresi. La reazione di mio fratello la prima volta fu divertente, come spesso succede per chi si approccia a questo genere, mi chiese subito: hai scritto un porno? Poi ha letto il testo e si è ricreduto. All’inizio lo avevo tenuto nascosto anche al lavoro, solo perché non trovavo nei colleghi potenziali lettori, invece poi ho scoperto che in molti leggevano il genere ed è stato un vero successo. A tutt’oggi consigliano con entusiasmo i miei testi e ne parlano molto bene.

 

Prima che il Covid fermasse il mondo l’Abruzzo ha avuto il piacere di ospitarti più volte. Cosa, o chi, ti lega a questa regione?

Rispondendo per ordine alla tua domanda, “cosa” mi lega? Trovo questa regione meravigliosa, nasconde luoghi caratteristici, unici e incantevoli che non deludono mai. In questi anni ho avuto modo di visitarne parecchi e me ne sono letteralmente innamorata. “Chi” mi lega? La scrittrice Francesca D’’Isidoro. L’ho conosciuta a Torino in occasione del Salone del libro nel 2017, dopo aver assistito alla presentazione del suo libro “L’amore è per Noi”, mi sono precipitata allo stand della sua casa editrice per conoscerla di persona e ricevere il suo autografo. Il suo modo effervescente nel presentare la storia dei suoi protagonisti me ne ha fatto innamorare. È stato un colpo di fulmine, abbiamo legato sin da subito e a distanza di cinque anni quell’affetto nato così per caso non è svanito.  Lei è molto speciale per me, con la sua allegria è riuscita a illuminare un periodo buio della mia vita, da all’ora l’ho soprannominata “pillolina del buon umore”. Mi basta sentirla e torna il sereno.  In molti spesso mi chiedono come può un’amicizia a distanza durare nel tempo, semplice, basta essere sé stessi, senza veli, senza finzioni, noi siamo questo. E proprio la distanza ci ha dato l’opportunità di conoscersi sempre più affondo e apprezzare senza troppa difficolta pregi e soprattutto difetti. Concludo dicendo che l’amicizia è un sentimento meraviglioso e quando incontri quello giusto hai fatto jackpot, come me con Francesca.

 

Molti autori a causa della pandemia hanno avuto un periodo “così così”. Anche tu, ma ti sei rimessa in gioco e da poco è uscita una raccolta di racconti. Di cosa si tratta?

Questo periodo è stato per tanti molto difficile e faticoso da sopportare, non nego che c’è stato un momento in cui ho detto basta, mollo tutto, non fa per me. Poi un giorno a una collega è venuta l’idea di realizzare qualcosa insieme ad altre autrici e ha proposto di scrivere dei racconti accomunati da un unico fil rouge: l’amore. Con non poca reticenza iniziale, solo perché non avevo mai scritto un racconto, ho accettato. Scrivere di Zoe è stato divertente, mi ha emozionato non poco, è stato anche un viaggio di rinascita personale. Grazie a questo breve racconto sono riuscita a trovare l’ispirazione di scrivere nuovamente. Non finirò mai di ringraziare l’autrice Samantha Lombardi per avermi coinvolto in questa iniziativa. “Love Is” è un viaggio attraverso generi, stili, atmosfere, luoghi e personaggi unici, alla scoperta delle mille sfumature che caratterizzano questo sentimento. Un percorso per sognare, sorridere, piangere e tremare. Ma, soprattutto, per insegnarvi che l’amore non va mai banalizzato, perché si nasconde anche dove non avremmo mai pensato di trovarlo. All’interno di questa raccolta trovate 6 racconti di generi diversi, che spaziano dal fantasy al romance contemporaneo. Il mio si intitola Not Like Cinderella: un racconto breve, frizzante, ironico e appassionante. Ricalca un po’ lo stile di una commedia romantica che, con leggerezza, narra le folli avventure della protagonista: Zoe Reese.

La prefazione è stata curata da Francesca D’Isidoro.

 

Ho avuto il piacere di conoscere Julia anni fa, l’imbarazzo anche solo nel tenere in mano il suo manoscritto fu davvero tanto. Più di 500 pagine iniziate a sfogliare con poca, anzi pochissima convinzione, terminate di leggere in una settimana. Grazie Julia per la bella persona che sei.

 

Grazie a te Paola per la tua amicizia, per l’importanza che dai al lavoro di noi scrittori e con entusiasmo promuovi questo nostro essere.

Infinitamente grata.

 

 

A cura di Paola Gallese

 

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