Avete presente quando un post pubblicato sul web cattura la vostra attenzione? Oggetto del post è un libro che, vi dirò di più, sentite che “vi chiama”. Non sapete il perché, ma sapete che è così. Capita poi che questo libro vi perseguiti sui social, manco il signor FB leggesse i vostri pensieri! Capita poi che un giorno Evelina e Monica, due grandi donne che conosci e segui con piacere, postino i loro commenti sul libro e tu cominci ad intuire i motivi di questa “attrazione (quasi) fatale”. Capita poi che un giorno entri in libreria per fare un regalo ad una tua amica e lo trovi proprio lì, all’ingresso. “Che faccio lo prendo? No dai, ho una pila di libri sul comodino. Prima leggo quelli e poi…” e con rammarico vai oltre. Ma poi capita che arriva il FLA (Festival della Letteratura Abruzzese) 2022, tanti autori (tutti amici) che segui partecipano, così sei costretta a fare una scelta e vai solo il sabato perché quel pomeriggio in programma ci sono due presentazioni (Maria Orlandi e Andre Verrocchio) alle quali non puoi (vuoi) proprio mancare. Esce il programma completo, dai uno sguardo per pura curiosità e “lui” è li. La presentazione è prevista, manco a farlo apposta, per sabato. È destino!
Maura Chiulli presenta “ho amato anche la terra”. Sala piena, compresi i posti in piedi. Si parte con la storia di Livia. Già dalle prime battute (anche dal titolo) si comprende che la vita della protagonista non è stata semplice. Soprattutto il rapporto con “Corpo”. Livia parla con il suo Corpo e noi siamo lì e ascoltiamo. Ascoltiamo Livia, ascoltiamo Maura. E lo fai con piacere e, a fine presentazione, sei convinta di avere finalmente capito perché quel libro ti chiamava! Sbagli.
Torni a casa e, come al solito, dai una sbirciata alle prime pagine. L’argomento è troppo pesante, bella scrittura ma non credi che lo leggerai facilmente. Non subito almeno! Quest’estate hai fatto scorta di libri alle bancherelle, ci sono prima quelli, inoltre devi finire quello che hai cominciato qualche giorno prima. Ma Livia continua a chiamarti. La mano vuole chiudere il libro ma il cuore proprio no! Vince il cuore. I tuoi occhi vengono rapiti dalla scrittura di Maura così, uno alla volta, ti vengono incontro i protagonisti della storia: la mamma e il papà di Livia, le amiche, gli amici, gli amori e Corpo… Corpo… Corpo! Quel seme che non vuole nascere… Ti accorgi subito che quella che stai leggendo è sì una storia simile a molte altre, ma diversa da tutte. Perché? Non puoi dirlo, o meglio, non sei in grado di dirlo. È così e l’unica cosa che puoi dire dopo l’ultimo punto è “grazie Livia” ma soprattutto “Grazie Maura”. Ma è un grazie tutto personale, così come queste parole su un foglio word, che non hanno l’arroganza di definirsi “recensione” ma solo un pensiero che nasce dal cuore, che nel leggere la storia a tratti ha trattenuto il respiro, in altri ha pianto (sentendosi lui stesso Livia) ed ha anche gioito con Livia e per Livia. Ha vinto il Cuore.
A cura di Paola Gallese