Come ho già detto in passato non sono un critico letterario. Non ho i “titoli” per definirmi tale. Ma sono una lettrice (leggendo più di un libro al mese mi permetto di considerarmi tale), molto attenta a ciò che legge e che a volte ha piacere a condividere con altri le emozioni che uno scritto trasmette.
A noi lettori può accadere di leggere un testo perché vivamente consigliato, data la “bravura dell’autore”. E questo a prescindere dal genere! Bene, a me è capitato con Claude Francis Dozière… contemporaneo, giovane, ma a me decisamente (chiedo venia per questa mancanza) sconosciuto. Prima di leggere i suoi libri, ho avuto il piacere di conoscere l’autore e scambiare con lui due chiacchiere sui progetti futuri. Davvero interessanti. Non a caso, “IL NOBURIAN” ha vinto exequo il Premio Cassiopea come miglior romanzo fantascienza italiano 2022.
I suoi romanzi ti portano decisamente su altri pianeti, galassie, come è giusto che facciano i libri di fantascienza. Ma i romanzi di Claude sono molto, molto di più. Una scrittura che fa volare il lettore nello spazio insieme a personaggi dai nomi impronunciabili, con missioni, a volte segrete, da portare avanti. Intrighi di palazzo, alleanze, doppi giochi, colpi di scena e, perché no, storie d’amore e di amicizia. Potrei, come fanno molti “colleghi titolati”, descrivervi caratteri e caratteristiche di tutti i personaggi, alcuni davvero singolari, ma si sa: la fantascienza è pur sempre una scienza fantastica…e della fantasia. Così come potrei descrivere le stazioni spaziali o le astronavi. Sì, potrei descrivervi davvero tante cose, ma sarebbe come riscrivere il libro o raccontarvi il libro, ma io non amo chi per trasmettere emozioni usa interminabili giri di parole. Cercate Claude Francis Dozière nelle librerie e, poi, un consiglio: leggete e andate oltre le parole scritte. Alla velocità QUASAR.
A cura di Paola Gallese