Collaboro con Maria Orlandi da anni e da sempre ho il piacere di leggere i suoi romanzi in anteprima, molto tempo prima che vadano in stampa. Non nego di aver provato imbarazzo la prima volta, sia nel “valutare” l’opera prima, che nello scrivere un mio pensiero dopo l’uscita al pubblico (anche se in questa seconda veste mi sentivo più a mio agio). Già dal secondo romanzo il mio approccio è cambiato, perché Maria è cambiata. O meglio, la sua scrittura. Un salto di qualità che non ci si aspetta già alla seconda pubblicazione.
“Tutte le volte che avrei voluto odiarti” è, invece, il titolo del suo ultimo romanzo. Il terzo, diverso dai precedenti. Tanto diverso, e il famoso detto che ogni gravidanza, ogni parto è una cosa sé (sono mamma di due ragazzi, confermo il detto), forse mai come nel caso di Maria Orlandi può essere associato alla nascita di un nuovo romanzo. Proprio come ogni gravidanza, ogni parto è diverso, così la nascita di questo romanzo. “Tutte le volte che avrei voluto odiarti” è un libro che tocca tante corde dell’anima ma che non ha avuto una gestazione facile, anzi, decisamente “delicata” perché delicati sono alcuni argomenti trattati. Ovviamente, come recita la copertina è un Romance. Maria è una romanticona, ma al mondo ci sono tante forme d’amore e non tutte, purtroppo, sono “accettate”. Così, nonostante la sua penna sia delicata e frizzante e la sua scrittura rapisca il lettore come pochi sanno fare, per l’autrice è stato davvero difficile accettare che per alcuni ci siano amori di serie A e amori di serie B. Io stessa ho faticato non poco a farle accettare che alcuni passaggi erano da rivedere, che non andavano, perché c’erano dei “vuoti” e lei doveva prendersi tempo, stare a riposo per meglio elaborare e capire. Altri passaggi hanno richiesto un lavoro interiore enorme da parte dell’autrice, dato che non è mai facile mettersi a nudo, donare (perché è un vero e proprio dono che si fa al lettore) il proprio vissuto, soprattutto quando riguarda un dolore immenso vissuto da giovane, perché a qualsiasi età mamma e papà sono sempre mamma e papà! E poi ci sono Miriam e Thomas e la loro storia d’amore… e che storia!
Ho divorato la stesura definitiva in pochi giorni, non solo perché conoscevo lo stile dell’autrice ma perché “Tutte le volte che avrei voluto odiarti” ha fatto vibrare corde dell’anima che è stato un piacere ascoltare.
A cura di Paola Gallese