Questa è una testata che racconta le tradizioni e la cultura abruzzese. Questa è una testata che difende le tradizioni e la cultura abruzzese. Avere cura dei luoghi in cui i nostri morti riposano è parte delle tradizioni e della cultura abruzzese.
Ed è per questo che ci sentiamo in dover di raccontare quanto sta accadendo al cimitero di Canosa Sannita in questi giorni.
Fonti certe ci raccontano di piante rubate dalle aiuole private delle cappelle e ripiantate nelle aiuole di altre cappelle, altre piante sono state invece deturpate con estrema crudeltà.
Questi atti violenti sono prima di tutto un’offesa e un oltraggio a chi si reca in quei luoghi sacri per cercare un po’ di consolazione dal vuoto assoluto lasciato dalla morte dei propri cari.
M a queste violazioni di proprietà privata sono anche reati che l’articolo 408 del Codice Penale definisce come “profanazione” e punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni.
“Chiunque, in cimiteri o in altri luoghi di sepoltura, commette vilipendio di tombe, sepolcri o urne, o di cose destinate al culto dei defunti, ovvero a difesa o ad ornamento dei cimiteri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”.
Sindaco, Polizia Comunale e Comune di Canosa Sannita sono stati informati e gli atti criminali sono stati formalmente denunciati, ma ci chiediamo a che punto di degrado sia arrivato l’animo umano per deturpare un tale simbolo d’amore, quali possono essere i fiori offerti ai nostri defunti.