Nuova recensione: “L’amore non è mai perfetto” di Maria Orlandi

“L’amore non è mai perfetto” è l’ultimo romanzo di Maria Orlandi… ed è bello, bello, bello!
Facile, direte voi, è un Romance! No, è molto di più.
Se anche voi, come me, amate la sua scrittura ed avete letto i romanzi precedenti, noterete già dalle prime pagine che “qualcosa è cambiato” rispetto al suo romanzo d’esordio. L’animo sensibile dell’autrice l’ha portata a trattare temi sempre più delicati, con una maestria che è propria di Maria Orlandi.
L’amore non è mai perfetto perché la vita non è mai perfetta. Lo sanno bene i due protagonisti della storia: Caterina e Alberto. Ho amato da subito Cate, è la donna dei miei sogni, bellissima nelle sue forme morbide, affascinante, seducente… e forse neanche lo sa (come dice Alberto quando la guarda)! Cate che ha lasciato casa, amici e lavoro per andare in un posto lontano. Lontano dal dolore e dall’umiliazione di un “no” detto a pochi giorni dal matrimonio. Cate che sogna da sempre un matrimonio da favola, un matrimonio perfetto. Perché per lei è giusto così. Ma l’amore non è mai perfetto.
Poi c’è Alberto (non solo lui), che ha provato in tutti i modi a dare una famiglia perfetta, anzi, normale, al suo cucciolo, a Giacomo. Alberto che non riesce ad arrendersi all’idea che sua moglie Francesca (viziatissima, uno “spirito libero”) non senta quell’attaccamento naturale che una madre prova per il proprio figlio, tanto da lasciarlo al suo destino, consapevole e rassicurata dal fatto che il destino di Giacomo è nelle mani di un padre più che premuroso, come Alberto.
Al lettore capiterà di giudicare e non condividere la testardaggine di Caterina nel voler un matrimonio perfetto, così come la mancanza di senso materno (e di moglie) di Francesca. Verrà quasi spontaneo criticare il comportamento di Alberto nel dare l’ennesima chance a Francesca quando irromperà nuovamente nelle vite sue e del piccolo Giacomo e lo scambierà per debolezza. Sarà la penna dell’autrice a farvi andare oltre, tanto oltre e a leggere tutto con occhi diversi.

A cura di Paola Gallese

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