Città Sant’Angelo

Città Sant’Angelo fa parte del prestigioso club dei borghi più belli d’Italia.

Il borgo angolano si erge fiero su un colle, da cui tutto sembra dominare e nulla temere, ed è immerso in un panorama suggestivo con lo sguardo indeciso tra il profilo regale della “bella addormentata”, quello solenne della Majella e l’orizzonte libero del Mare Adriatico.

 

Un po’ di storia

Le origini di Città Sant’Angelo sono incerte e ancora oggi di difficile definizione.

Le prime notizie certe che riguardano il borgo risalgono al 1239 quando, per essere rimasto fedele a Berardo II conte di Loreto, fu distrutto per volere di Federico II.

Ricostruito l’anno seguente, Città Sant’Angelo partecipò alle vicende dei territori abruzzesi, divenendo oggetto di scambi e compravendite tra i feudatari e i nobili che, di volta in volta, mutavano interesse nei confronti delle zone limitrofe.

Nel 1814 Città Sant’Angelo fu centro della rivolta contro Gioacchino Murat ma l’insurrezione, a cui avrebbero dovuto partecipare altre città abruzzesi le quali invece decisero infine di non ribellarsi, fu piegata dalle truppe murattiane guidate dal generale Pepe.

La città angolana entrò a far parte del Regno d’Italia e nel 1860 elesse il deputato Francesco De Blasiis, che nel 1867 assunse l’incarico di Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio nel governo di Rattazzi.

Suo malgrado, la cittadina ebbe una parte anche nelle tristi vicende della Seconda Guerra Mondiale, quando tra il 1940 e il 1944 i locali dell’Ex Manifattura Tabacchi furono adibiti a campo di concentramento, con 200 posti letto destinati sopratutto a uomini di nazionalità jugoslava.

Attualmente, l’Ex Manifattura Tabacchi è sede del Museo Laboratorio d’ Arte Contemporanea di Città Sant’Angelo.

 

A spasso nel borgo

Il corso principale attraversa il borgo e sfila innanzi alle splendide chiese, ai monumenti e ai palazzi nobiliari offrendo, di tanto in tanto, scorci romantici che si aprono improvvisi lungo i vicoli stretti del centro.

La prima meraviglia che si incontra è la Collegiata di San Michele Arcangelo, del 1353, con il suo campanile alto ben 48 metri: uno splendido porticato diviso in due atri ospita il portale, finemente decorato e recentemente restaurato, attraverso cui si accede all’interno; l’edificio è composto da due navate di epoca barocca che custodiscono, tra le altre cose, una grande statua lignea di San Michele risalente al XIV secolo, un coro ligneo del XVII secolo, i resti di un pulpito alto-medioevale in pietra, realizzato tra il VII e l’VIII secolo.

La chiesa di San Francesco, risalente al 1300 e ristrutturata dopo i terremoti del 1706 e 1730, è parte del convento che ospita gli uffici del comune e si presenta in stile barocco con il pavimento a mosaico e il campanile a pianta quadrata tipicamente quattrocentesca. Dietro la chiesa si trova una romantica piazzetta su cui si affaccia l’ingresso del Teatro Comunale, un tempo refettorio del vicino edificio religioso, ma dal 1856 adibito all’attuale funzione di teatro.

Santa Chiara presenta una struttura architettonica seicentesca e dimensioni piuttosto ridotte che lasciano dedurre fosse utilizzata esclusivamente dalle religiose ospitate nel convento attiguo.

La chiesa di Sant’Agostino si riconosce per la candida scalinata che si apprampica fino a raggiungere il portale sovrastato da una statua del santo. Composta da una sola navata, essa è attualmente utilizzata come auditorium ma, molto probabilmente, fino a prima del 1239 anno di distruzione della città, nella zona retrostante era presente anche un castello.

Fuori dalle mura antiche e oltre le porte della città, la Chiesa di Sant’Antonio da Padova originaria del XIII secolo, custodisce una reliquia del Santo donata dalla Basilica di Padova e le reliquie di San Felice martire.

 

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Foto di Maria Orlandi

 
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