Martedì 30 ottobre dalle 17.30 in poi presso la sala Figlia di Jorio della Provincia di Pescara si terrà il quinto ed ultimo appuntamento dell’Ottobre Contemporaneo ed. 2012, organizzato dal Museo e Archivio degli Artisti Abruzzesi Contemporanei (MAAAC) di Nocciano. Tema della giornata Pescara centro e periferia: le convergenze mancate.
All’incontro interverranno: Ivan D’Alberto, direttore del MAAAC, Giuseppe Mauro, docente di Politica economica, presso il Dipartimento di Economia dell’Università G. D’Annunzio di Chieti – Pescara, Renato Bianchini, curatore e critico d’arte e Licio Di Biase, storico e scrittore, nonché rappresentante della Biblioteca provinciale G. D’Annunzio di Pescara.
L’idea di porre a confronto un docente di politica economica e uno storico dell’arte non è casuale, ma vuole essere un’occasione di analisi di quel periodo storico che molti definiscono “primavera abruzzese” o meglio ancora “pescarese”, che ha tanto animato la nostra regione e la città adriatica tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’80.
Attraverso gli studi di Giuseppe Mauro, riassunti nella sua ultima pubblicazione La convergenza mancata: mezzo secolo di economia dell’Abruzzo edito da Textus, e l’esperienza personale di Renato Bianchini, protagonista negli anni ’70 del “rinascimento artistico” di Pescara vissuto anche attraverso la frequentazione delle varie gallerie, tra cui quella storica di Peppino D’Emilio denominata Laboratorio comune d’arte Convergenze, si tenterà di capire il motivo per cui la nostra regione ha interrotto quel processo di convergenza culturale ed economica con le altre realtà più dinamiche del Paese.
Il confronto servirà anche a capire quando è avvenuta e perché c’è stata una battuta d’arresto sul fronte della ricerca, della sperimentazione e del mercato artistico e quali sono i possibili rimedi per tornare a convergere sulle economie delle regioni più ricche.
L’arte, pur ritenuta un settore particolare dell’economia, rappresenta comunque un aspetto “produttivo” e in altre regioni è considerata una realtà economica importante che non viene assolutamente sottovalutata.
Le defiance dell’economia abruzzese che hanno ricondotto la nostra regione ad una condizione prettamente meridionale e provinciale trova un forte riscontro ed evidenti parallelismi con l’attuale dimensione localistica della cultura artistica regionale; pertanto la necessità di individuare nuove strategie economiche e culturali serviranno, non solo, a rilanciare il mercato abruzzese, ma anche a far rientrare la produzione artistica regionale in un sistema culturale che non consideri più l’Abruzzo un’area periferica ma un centro d’attrazione.