Il professor Lucio Sarra presenta il Piano Colore di Loreto Aprutino

Luciano Sarra è architetto in Pescara, docente di progettazione architettonica presso lo sperimentale del Liceo Artistico di Pescara e docente di Industrial Design presso l’ISIA Roma Design di Pescara ed ora anche coordinatore del progetto Piano Colore che, attraverso un gruppo di docenti e laureandi dell’ISIA, si occuperà di restituire al centro storico di Loreto Aprutino tutto lo splendore di un tempo.

La sua esperienza come architetto, l’amore per questo incantevole borgo e il rapporto con alcuni rappresentanti della cultura loretana lo hanno rapidamente coinvolto in questo entusiasmante progetto.

Una iniziativa sollecitata dal gruppo culturale abbracciAMOloreto e subito accolta con favore dal Sindaco di Loreto Aprutino Remo Giovanetti e dal suo entourage.

Il gruppo abbracciAMOloreto si compone di diverse realtà associative che insistono sul territorio comunale e che hanno a cuore il benessere di uno dei borghi simbolo della regione Abruzzo: Associazione Culturale Lauretana, AVIS Loreto Aprutino, Archeoclub Loreto Aprutino, CAI Loreto Aprutino, Associazione Giuseppe Chiavaroli Loreto Aprutino e liberi cittadini sono, insieme ai singoli cittadini, il motore e l’anima di questo importante progetto.

Come è nato il progetto Piano Colore?

Loreto Aprutino è stata particolarmente colpita dal terremoto del 2009 e quasi tutti i luoghi pubblici, come il Palazzo del Comune e la Chiesa di San Francesco, sono per questo praticamente inagibili. Nel Palazzo Comunale aveva inoltre sede il Teatro del Paradosso ma, in seguito al sisma, questo locale è diventato inutilizzabile e allora abbiamo sentito la necessità di intraprendere una serie di iniziative per cercare di riportare questo luogo ai fasti di un tempo.

Inizialmente abbiamo avuto diversi contatti con l’amministrazione comunale e riscontrato grande sensibilità soprattutto da parte del sindaco Giovanetti. In seguito, a dicembre 2011, abbiamo realizzato una prima manifestazione dal nome abbracciAMOloreto che ha coinvolto le scuole, i ragazzi, i giovani: tutti i bambini si sono dati la mano e hanno cinto in un grande abbraccio questa zona ferita del centro storico.

Questa manifestazione ha contributo a rafforzare la consapevolezza di poter fare qualcosa, non solo negli addetti ai lavori, ma anche negli abitanti di Loreto e soprattutto nei bambini e nei ragazzi che hanno partecipato e che sono stati preparati con delle lezioni sull’architettura del centro storico di Loreto.

Dopo l’evento di Natale, abbiamo spinto un po’ i nostri limiti e chiesto al sindaco di poter intervenire nel centro storico, come gruppo culturale e di lavoro, con il Piano Colore. Un obiettivo minimo ma essenziale nel quale abbiamo coinvolto gli studenti laureandi dell’ISIA Roma Design, grazie al cui contribuito possiamo realizzare questo progetto praticamente gratuitamente.

A marzo, poi, c’è stata una presentazione molto bella al Castello Chiola, alla quale hanno partecipato molti cittadini e operatori, non solo di Loreto ma anche di zone limitrofe, che soffrono gli stessi problemi, come ad esempio Penne.

A che punto siete con il progetto?

I primi incontri sono stati di tipo itinerante, perché gli studenti dell’ISIA provengono da varie regioni del centro Italia e quindi la prima operazione che abbiamo dovuto fare con loro è stata quella di visitare il centro storico, delinearne i confini, le caratteristiche architettoniche e storiche, far capire ai ragazzi che ci troviamo in un comune pieno di storia.

Adesso, su nostra indicazione, stanno iniziando a rilevare le tipologie architettoniche presenti con particolare rifermento ai materiali e ai colori, perché ci sono delle stratificazioni storiche ed è importante capire prima di tutto come sono cambiate le tipologie architettoniche, ma anche gli elementi decorativi e i materiali.

Stiamo cercando di realizzare anche una operazione di tipo storica attraverso l’uso di fotografie d’epoca: grazie alla disponibilità di un archivio fotografico vogliamo vedere quali modifiche sono state apportate nel tempo. Naturalmente la parte più difficile è proprio quella che riguarda lo studio storico dei colori, poiché possiamo risalire alle tinte originali solo fino a quando troviamo fotografie a colori, ma questo non ha poi molta importanza: il Piano Colore non deve essere fatto in maniera ortodossa. Tra l’altro, come ci ha illustrato l’artista Mario Costantini, paesi quali Loreto, Penne, Atri hanno una scarsissima presenza di colori intesi come colori messi su intonaco perché questi sono paesi che nell’80% dei casi si presentano con facciate a mattoncini e quindi le sfumature dominanti sono quelle del mattone, che non è assolutamente un materiale uniforme.

Qual è dunque l’obiettivo del Piano Colore a Loreto Aprutino?

Intanto possiamo dire di avere raggiunto un primo obiettivo molto importante, cioè quello di stimolare l’amministrazione comunale, gli operatori e molti cittadini ad un nuovo interesse verso la cura del centro storico.

Quando poi giungeremo ad avere un progetto compiuto avremo anche una mappatura del paese da un punto di vista storico-architettonico, una sorta di rilievo da cui fare punto e a capo, per iniziare a valorizzare ciò che abbiamo di bello e sistemare quelle situazioni in cui il centro storico è stato deturpato con aggiunte non consone, perché il piano colore è anche piano materiali e quindi non solo si proverà di uniformare i colori delle case ad una cartella colori omogenea, ma si cercherà di ripristinare e preservare le soluzioni originarie anche dal punto di vista dei materiali.

Il panorama abitativo del centro storico di Loreto Aprutino è però caratterizzato dalla presenza di persone molto anziane, che sono solitamente poco attente alle bellezze architettoniche e molto alla funzionalità delle proprie abitazioni. In questo argomento vogliamo entrare in una seconda fase, chiedendo all’amministrazione di intervenire con fondi comunali per aiutare questi residenti ultraottantenni nella manutenzione delle case situate all’interno del centro storico.

 

 

Foto di Mauro Soccio

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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