Una chiacchierata speciale con Gabriele Lucci

Grazie a Marco Mastrantonio, caro amico e collaboratore di AbruzzoinArte, ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con un grande personaggio della cultura italiana: Gabriele Lucci. Come sono solita fare, ho inviato la bozza con le mie “curiosità” lasciando, ovviamente, piena libertà di togliere o aggiungere, per poi “aggiustare” il tutto. Bè, stavolta no, mi piace riportarvi di seguito la chiacchierata senza ritocchi (cinematografici). Tempo fa un caro amico ed eccellente collaboratore, dopo aver letto (ed apprezzato, bontà sua) alcune mie chiacchierate con personaggi della cultura, della politica locale, mi ha invitato più volte a fare una chiacchierata con un personaggio della cultura italiana (e non solo) a lui caro e ”vicino”. Trovando la proposta decisamente stimolante (e arricchente) alla fine ho detto “Va bene!” Il personaggio in questione è un nome noto al grande pubblico, ha contribuito a fare la storia della cultura italiana, ma ogni chiacchierata che si rispetti esige una ricerca più approfondita, così, con l’incoscienza di chi pensa “in fondo Gabriele Lucci è un uomo, come tutti” ho digitato il suo nome sulla tastiera e…no Gabriele Lucci è decisamente il GRANDE Gabriele Lucci. Cosa chiedere ad un personaggio della sua levatura culturale che non abbiano già chiesto i grandi nomi della carta stampata e del video? Un personaggio che il 30 maggio 2022, a Roma, ha ricevuto, per mano di un compaesano, Goffredo Palmerini (altro aquilano D.O.C.), l’ennesimo riconoscimento…

E allora facciamo un salto nel passato: 1992 L’Aquila Istituto cinematografico “La Lanterna Magica”. Parlare di e con Gabriele Lucci e non farne almeno un accenno è (per me) impossibile. Quali sono i suoi ricordi? Le emozioni? Gli aneddoti?

“La Lanterna magica”? La fondai nel 1981. Fu la prima Istituzione stabile riconosciuta dalla nostra Regione nel settore cinematografico. Sono state moltissime le iniziative intraprese, dal festival “Una città in cinema” al primo incontro sull’Alta definizione, dal convegno su François Truffaut alla fondazione di una importante Cineteca. Fino alla creazione di un settore editoriale. Lei mi chiede di emozioni, aneddoti. Mi ricordo la sorpresa nel vedere arrivare da Parigi l’inviato di “Le Monde” interessato a quello che facevo, ma anche l’emozione per un lungo articolo sull’americano “Variety”, vera e propria Bibbia dello spettacolo. Anche il mio incontro con Fellini, a pranzo uno di fronte all’altro, fu bello, così come mi riempì di gioia il ringraziamento di Scorsese quando gli feci omaggio di un libro del nostro Istituto di cinema. Felicissimo infine per i David di Donatello vinti da Alessandro Palmerini e Victor Perez, entrambi ex studenti dell’Accademia dell’Immagine.

 

Ma facciamo un ulteriore salto in dietro nel tempo. Ho ascoltato con molto interesse l’intervista che ha concesso al noto giornalista Paolo Mieli (e ne consiglio la visione a tutti, così come consiglio di digitare il suo nome sulla tastiera e dare uno sguardo a Wikipedia) e fatto un giro sul web ma la sua biografia, giustamente, inizia con la sua laurea, ma chi era Gabriele prima, decenni prima della laurea? Gabriele da bambino. Quali erano i suoi giochi preferiti? I suoi sogni?

Lei mi chiede cosa pensassi o facessi da bambino. Quale percorso prima della laurea. Per me fu fondamentale la frequenza, durante le elementari, presso la Scuola di Cultura Drammatica fondata da Peppino Giampaola, creatore con Fabiani e Centofanti del Teatro Stabile. Mi iscrisse mia madre e vi andavo quasi tutti i pomeriggi.  Ma andavo anche spesso al cinema, insieme a mio cugino, Gianni Romoli, che è poi il produttore di molti film di Ferzan Ozpetek. Poi mi piaceva molto giocare a pallone e seguire le sorti dell’Aquila Rugby di cui sono sempre stato un fedele fan.

Ma, a proposito della laurea, la tesi era incentrata sull’audiovisivo, in particolare sulla televisione e questo mi avvicinò alla RAI. Iniziai così a scrivere sceneggiature radiofoniche. Lo feci per due anni. Contemporaneamente fondammo con degli amici il primo Cineclub della Regione Abruzzo. Grande palestra per chi ama il cinema.

 

Guardando al passato farebbe qualcosa in più? Qualcosa di diverso?

Farei qualcosa di diverso guardando al passato? Le rispondo citandomi perché l’ho scritto in un mio libro: “È davvero poco saggio cercare nel passato. È un esercizio inutile, ti struggerai per una cosa bella che non puoi più rivivere o per una brutta che non puoi più cambiare.” Pertanto meglio guardare l’orizzonte e meno lo specchietto retrovisore.

 

Guardando oggi la sua città… suggerimenti, consigli per ciò che non è stato ancora fatto? Un plauso per gli aquilani che da allora hanno come motto “JEMO ‘NNANZI!”

Suggerimenti, consigli da dare alla mia città? Francamente non ho tale presunzione. Di certo ognuno può contribuire alla crescita di una comunità, facendo ciò che gli è più congeniale ma facendolo al meglio, senza risparmiarsi.

 

All’inizio ho accennato all’ultimo riconoscimento che ha ricevuto, infatti il 30 maggio 2022, presso il Senato della Repubblica, il Centro Studi Federico II al termine di un convegno ha conferito il riconoscimento ad insigni Personalità della cultura. Tra questi, ovviamente, c’era anche lei. Premiato da un suo concittadino, Goffredo Palmerini, scrittore e giornalista internazionale. Ai premi, ai riconoscimenti non ci si abitua mai. Bellissime emozioni, forse simili, ma di sicuro mai uguali. Vero?

Riconoscimenti? Attestati? Certo fanno piacere. Lei mi chiede quali. In particolare il tributo ricevuto a Hollywood dalla prestigiosa American Society of Cinematographers per il mio lavoro, o i miei libri tradotti all’estero o ancora la nomina a direttore scientifico della sezione cinema Mondadori-Electa. Tuttavia sono convinto che la cosa più bella non la troverai mai in ciò che ti è stato dato, ma in ciò che tu hai dato agli altri, solo così credo abbia senso il tuo operato.

 

So che è molto impegnato e non voglio approfittare del suo tempo e la sua gentilezza, ma prima di salutarla non posso esimermi dal farle una domanda di rito: progetti futuri?

Progetti per il futuro. Non ne ho, non penso mai al futuro.

 

A cura di Paola Gallese

 

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